Il paese delle meraviglie

L’Italia detiene il record di detentore di maggior numero di patrimoni dell’umanità dell’UNESCO. Siamo una miniera d’oro.

Saremmo.

Perchè le buone notizie per noi, finiscono qua. Dopo tutto ci siamo abituati. In ordine sparso e casuale, e del tutto sommario: siamo il paese che spende meno per i giovani in tutta Europa, infatti presto rimarrà senza, il nostro rapporto debito/pil sale e sale arrivando a 138% (mi pare) senza mai accennare a quanto meno stabilizzarsi, la nostra economia se riparte lo fa piano male e non in maniera strutturale (la realtà cambia da regione a regione, anzi da centro industriale a centro industriale), la disoccupazione non diminuisce (qualcuno potrebbe giustamente osservare che da interessarci dovrebbe essere semmai l’occupazione, che comunque non è che vada bene), i nostri piccoli/medi istituti di credito sono a rischio collasso, tant’è che ce le dobbiamo pagare noi. E così via, non continuo con l’autolesionismo perchè è una pratica che in una stagione solare e spensierata, come dovrebbe essere almeno, l’estate penso sia meglio darsi un freno. Dico un’ultima cosa. Sapete di chi è la colpa di tutto questo? Voi direte delle banche, della globalizzazione, dell’Europa, dei poteri forti, delle multinazionali, delle lobby, degli americani, dei tedeschi, del club Bindenberg, di Berlusconi, di Renzi, dei comunisti, dei politici. No.

E’ colpa nostra. Di tutti noi. Ma il bello di un paese democratico sapete qual è? Che quando non funziona è colpa di tutti. Che è come dire che non lo è di nessuno.

A differenza di come molti personaggi raccontano, in democrazia il tema centrale è trovare qualcuno a cui dare la colpa. Nella nostra di democrazia, che si chiama rappresentativa, si è deciso che delle persone si candidano ad occuparsi della cosa pubblica e vengono elette per quello che dicono che faranno. Se non dovessero rispettare la loro parola, verranno punite. Se lo faranno, e lo faranno bene, verranno riconfermate. Dietro queste 4 righe girano una cosa come chilometri e chilometri di teorie politiche. Ma la sottile realtà è che nel momento in cui non si riconosce chi ha sbagliato, nel senso che non gli si può attribuire la colpa non nel senso che non si sa chi è (o si fa finta di non saperlo); è qui che casca il palco. Dare la colpa. Dovrebbe essere semplice no? Uno fa una cosa, sarà suo tanto il merito quanto la responsabilità. Beh, no. Non è così semplice. C’è da capire come si è arrivati ad una determinata scelta, c’è da capire se magari qualcuno non sta fregando qualcun’altro attribuendo a lui le colpe, c’è da capire se il sistema non sia corrotto e della “cosa pubblica” non gliele possa fregar di meno a nessuno, c’è da capire perchè, come, quando e dove. Ma, vedete, per capire tutto questo bisogna conoscere. E noi non conosciamo. Non ci interessa sapere, noi giudichiamo. Male, perchè se non sai ditemi come cazzo fai a giudicare, e nel caso fossi in grado di farlo, con che criterio?

Spesso chi sbaglia è il governante, cioè colui che governa. Ma se, mettiamo caso, per battere i concorrenti in un, ipotetica, arena politica perfettamente concorrenziale (in Italia non lo è, tranquilli) bisognasse dire cazzate per intenderci per poter sopravvivere? A quel punto di chi è la colpa? I governati, è da li che parte tutto. La ricerca della classe dirigente, il confronto con la società, le richieste, lo stimolo economico e di sviluppo sociale, il progresso. Parte tutto da noi. Vi riconoscete in questo? E se sì, siete pronti a prendervi la vostra parte di responsabilità?

Facciamo un esempio concreto: I governi, le legislature di conseguenza, in Italia durano pochissimo. Perchè? Per tanti motivi, soprattutto due: il sistema elettorale non garantisce vincitori; il sistema partitico in Italia non esiste. Nessuno ha preso il posto dei partiti della cosiddetta I Repubblica, si sono semplicemente sostituiti e insinuati nei cleavage dove sapevano di poter accumulare maggiori consensi. La sinistra ci è arrivata molto dopo. L’unica cosa che ha tenuto in vita gran parte della politica degli ultimi 15 anni è stato un uomo soltanto. Berlusconi. A destra tutti sono saliti sul carro del vincitore, a sinistra tutti contro. E’ stato l’unico che ha creato la divisione politica di questo paese. Rendiamocene conto. In ogni caso, dicevo, perchè i governi durano poco. Non si tratta tanto di capire se sono “stabili” o se va modificato il loro funzionamento e/o i loro compiti. Va compreso che nel momento in cui la sfida elettorale si abbassa da 5 anni, periodo che dovrebbe normalmente esserci, a circa 1,2 anni cambia tutto. Un Governo destinato praticamente a finire dopo appena 18 mesi, o a perdere la maggioranza, secondo voi cosa farà? Politiche di medio lungo termine? Avrà una visione lungimirante? Penserà a creare un futuro prospero per il paese? Immaginate.

 

 

 

 

 

Se vogliamo migliorare la realtà nella quale viviamo, dobbiamo fare delle scelte. Dobbiamo scegliere di non far scegliere per noi gli altri, dobbiamo scegliere di dedicarci a questa benedetta “cosa pubblica”. Dobbiamo. Davvero.

 

 

 

 

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Autore: riccardo_msc93

Class 93, stronger supporter of rationality. Federalist, political animals. Student by choice, Bac in Technique of informatics business administration, graduated in Political science, now postgraduate student in International Relations at University of Turin. Writing, reading and interested in politics, economics and society. Ph for passion. Looking for new large issues, trying to surprise me. Again.

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