PER L’EUROPA

 

Ieri sera ho avuto la fortuna di parlare con alcuni ragazzi delle scuole superiori, quasi ex studenti in quanto all’ultimo anno, di cosa voglia dire per loro Europa.

E’ calato il silenzio e nessuno ha dato una risposta, neanche una. Dentro di me pensavo, ma cosa vuol dire Europa per me? Usiamo questo termine in modo erroneo riferendoci non al continente nel quale viviamo ma spesso all’istituzione politica della quale facciamo parte. Ma in realtà non ha molta importanza. E’ importante il significato che uno dà a qualcosa non come lo esprime a mio avviso. E per me il significato che più caratterizza l’Europa è la tipicità. Il progetto europeo è l’unico esempio al mondo, riuscito, di una così complessa collaborazione politica. Se dovessimo pensare al fine primo e fondamentale dell’UE come insieme di stati, mantenere la pace nel continente, potremmo dire che l’Europa è riuscita al 100% nel suo scopo. Ma le cose non sono così semplici. Quello era solo uno degli step, uno degli obiettivi di quello che sarebbe diventato l’attore politico internazionale più unico al mondo. Non esistono così tanti paesi che adottano una sola moneta, non esistono così tanti paesi che siano obbligati a rispettare giuridicamente le sentenze di una Corte a livello sovranazionale, non esiste un’area più grande di libero scambio e movimento dell’area Schengen, non esiste un parlamento sovranazionale direttamente eletto dai cittadini a eccezione del Parlamento Europeo. E potrei andare avanti per ore, dileguarmi sull’importanza storica degli avvenimenti, fare riflessioni politiche, filosofiche. Ma non avrei risposto alla domanda. Io credo che non si possa rispondere in fondo a questo quesito.

L’Europa è un’idea. Un progetto nel quale qualcuno ha creduto. Un qualcosa che secondo alcune persone avrebbe migliorato la vita di milioni di cittadini, avrebbe creato stabilità, avrebbe garantito la pace e la giustizia, avrebbe permesso il progresso. Ci si può credere in questa idea, in questo progetto; oppure no. E’ una scelta libera che ognuno dovrebbe essere in grado di fare. Io penso che sia per questo che ultimamente l’Europa sia in difficoltà. Perchè alcune persone hanno smesso di scegliere, preferiscono che lo faccia qualcun’altro per loro. Hanno smesso di parlarsi, di interagire, di credere in qualcosa. Noi ci sentiamo divisi nella società nella quale viviamo perchè non ci rispettiamo più, non abbiamo fiducia di chi ci sta attorno, non vogliamo sapere nè chi tu sia nè tu cosa voglia, l’importante è che non mi disturbi e che stai nel tuo. Non ho ben presente il motivo per cui siamo arrivati a questo livello di cose, suppongo ce ne sia di più, e soprattutto non voglio credere che sia la normalità. Per gli studi che faccio, per la passione con la quale mi applico, per me è facile valutare una questione di livello politico. Conoscono i canali di informazione, le agenzie stampa, i decisori, chi influenza il potere (o cerca disperatamente di farlo). Insomma, ho un quadro generale delle cose. Ma ce l’ho perchè io l’ho cercato. Mi sono chiesto cos’era l’Europa e mi sono dato una risposta perchè io volevo vederci chiaro. La politica, io credo per fortuna, è una di quelle cose se non dedichi del tempo quest’ultima non dedicherà mai del tempo a te. O ci informiamo noi, o qualcuno informerà noi con l’evidente potere di decidere cosa farci conoscere. Si sente parlare spesso di poteri forti, di lobbyies, di accordi tra i ricchi del mondo. Ma io credo che mai come ora nella storia dell’umanità il potere di fare appartenga ad ognuno di noi, nessuno escluso. Il problema è che questo potere non lo esercitiamo. Abbiamo un diritto del quale ci rifiutiamo di godere. Ed è tutto a nostro discapito. Questo, in Europa è ancora più evidente. Non la conosciamo, sentiamo solo quello che qualcuno vuole farci sentire, non sappiamo cosa fa, chi è. E giudichiamo il suo elaborato secondo criteri a dir poco aleatori.

Io non ci sto.

Io voglio un Europa che faccia i miei interessi, voglio un Europa che sia più unita e dunque che possa lavorare meglio per realizzare gli obiettivi che si è data e nei quali credo. Vorrei un canale di informazione sovranazionale che mi informi più efficacemente di cosa l’UE fa e non fa. Vorrei dei partiti europei che stilino dei veri progetti politici, che non siano richiami a scritti di qualche centinaio di anni fa. Vorrei che chi mi rappresenti lo faccia perchè crede nei miei stessi principi, non perchè ha la mia stessa nazionalità. Vorrei sapere chi lavora in Europa, come vengono spesi e secondo quali criteri i fondi che l’UE ci chiede. Vorrei avere una tassa europea in modo che quell’ammontare di denaro sia gestito da un Governo europeo che risponda ai cittadini in quanto eletto da questi. Vorrei che la cittadinanza europea fosse la mia prima cittadinanza. Vorrei avere un esercito europeo che difenda i nostri confini. Io vorrei più Europa. Per cui ho fatto una scelta. Io ho scelto di credere nel progetto europeo. Ho scelto di battermi per i principi in cui credo e di difenderli. Ho scelto di impegnarmi a realizzare il progetto di integrazione politica con la convinzione che un Europa federale sia il modo attraverso il quale avere una società più unita. E’ per questo che il 25 marzo andrò a Roma e parteciperò alla Marcia per l’Europa, una manifestazione dove cittadini, rappresentanti della società civile, politici scenderanno in piazza per dire la loro idea di Europa, e ricorderanno i principi e gli obiettivi che proprio 60 anni fa nella nostra capitale venivano affermati e confermati con la firma sui Trattati di Roma che avrebbero istituito la Comunità Economica Europea, la CEE. Per questo ho deciso che tutto il mese di marzo sarà dedicato alle questioni europee, dunque ci saranno articoli che parleranno di Europa, ci saranno idee ed opinioni di altre persone oltre me che diranno la loro. Nel mio piccolo, voglio dare spazio in questa piattaforma a contenuti che abbiano un unico filo logico, un “mese europeo” potremmo chiamarlo. Spero che chiunque verrà a contatto con questa pagina potrà avere l’opportunità di leggere un punto di vista non per forza uguale al proprio, e spero che avrà voglia di mettersi in discussione e di confrontarsi.

Spero che a qualcuno, anche uno in più, possa nascere la voglia di chiedersi con chi stare, di scegliere.

Io ho scelto di stare con l’Europa. Per l’Europa.

 

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Autore: riccardo_msc93

Class 93, stronger supporter of rationality. Federalist, political animals. Student by choice, Bac in Technique of informatics business administration, graduated in Political science, now postgraduate student in International Relations at University of Turin. Writing, reading and interested in politics, economics and society. Ph for passion. Looking for new large issues, trying to surprise me. Again.

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