Chimere #3

La battaglia contro le Chimere è aperta sotto ogni fronte. Sembra essersi dimenticati del potere della verità, un qualcosa che responsabilizza e dunque ci fa riflettere. Forse, proprio per questo, la evitiamo. Noi non vogliamo perdere tempo a pensare alle cose. E’ l’immediatezza che conta. In una società sempre più distratta non è facile capire cosa sia davvero importante, i valori sono volatili e poco rigidi, ci dicono “le cose sono cambiate”. Mah. Io credo che semmai è cambiato il modo di vedere le cose, ma noi non cambiamo mai. Come quando vi dicono “E ma i francesi sono così”. Secondo me sotto sotto gran parte delle differenze che noi associamo alla nazionalità le possiamo riscontrare nei nostri amici, familiari, compagni. Insomma, cerchiamo di differenziarci secondo dei canoni che secondo noi ci rappresentano ma credo fortemente che le somiglianze tra l’umanità saranno sempre più delle differenze.

Quando siamo in difficoltà, impauriti, agiamo d’istinto: ci chiudiamo in noi stessi, rifiutiamo “l’altro”, e alziamo muri. Lo abbiamo sempre fatto. Solo che questa volta il nostro nemico non ha un volto o un accento. Il nemico di questa società è la pura, nuda, cruda realtà. Spetta decidere da che parte stare.

 

  • L’Italia è risultata tristemente al primo posto nell’ambito di una recente ricerca16265924_1323980504307406_1584304865023578972_n.jpgcomparativa internazionale sull’analfabetismo funzionale, promossa dall’OCSE. Con il termine analfabetismo funzionale si designa l’incapacità di un individuo di usare in modo efficiente le abilità di lettura, scrittura e calcolo nelle situazioni della vita quotidiana. Quando si è analfabeti, non si è per nulla in grado di leggere o scrivere. In contrasto, chi è funzionalmente analfabeta ha una padronanza di base dell’alfabetizzazione (leggere e scrivere testi nella sua lingua nativa), ma con un grado variabile di correttezza grammaticale e di stile. In breve, quando sono posti di fronte a materiali stampati, gli adulti funzionalmente analfabeti non possono operare efficacemente nella società moderna e non possono svolgere adeguatamente compiti fondamentali come riempire una domanda d’impiego, capire un contratto legalmente vincolante, seguire istruzioni scritte, leggere un articolo di giornale, leggere i segnali stradali, consultare un dizionario o comprendere l’orario di un autobus

 

  • “E’ colpa dell’Euro“. Quante volte sentiamo questa frase? Citata da quasi tutti i politici nei momenti di difficoltà per recuperare qualche punto percentuale di fiducia. Sta di fatto che le tante cose che si dicono sulla moneta unqwergasrtica non sono esatte. Anzi, spesso sono il contrario di quello che pensiamo. Per esempio, prendiamo la più tipica affermazione che un populista potrebbe dire: “L’euro ha fatto aumentare i prezzi in Italia”. No. Il grafico a fianco mostra il tasso di inflazione (l’inflazione è l’aumento prolungato del livello medio dei prezzi di beni e servizi in un determinato periodo di tempo che genera dunque una diminuzione del potere d’acquisto della moneta) del nostro paese. Come si può ben visibilmente notare, successivamente al Trattato di Maastricht, nascita dell’euro, l’inflazione cala considerevolmente fino ad arrivare ai giorni nostri dove, paradossalmente, il problema è l’opposto ovvero la deflazione. L’ ISPI (L’Istituto per gli studi di politica internazionale) dedica a questa operazione di fact-checking un intero report molto utile per capire veramente gli effetti della moneta unica sul nostro paese.

 

  • Pagella politica affronta un tema caldissimo e sempre all’ordine del giorno. Parliamo di Matteo Salvini e di immigrazione. Il cavallo di battaglia del leader della Lega spesso è lo stesso: “Su 100 domande di richiesta di rifugiato politico solo il 5% vengono aerhsdfapprovate”. La cosa più eclatante di questa affermazione…beh, è che è vera. Il problema però è: e il restante 95%? Sono immigrati che non hanno diritto a stare in Italia? Lo status di rifugiato non è l’unico che il nostro paese riconosce, esiste lo status di protezione sussidiaria, quello di protezione umanitaria. Così come regolato dalla Convenzione di Ginevra del 1951 e dalla nostra stessa Costituzione. Il grafico creato dai fact-checker nostrani ci mostra la realtà così com’è coi dati aggiornati al mese di dicembre 2016. Dunque circa la metà delle richieste d’asilo che vengono fatte nel nostro paese trovano risposta positiva. E’ guardando il quadro generale delle cose che possiamo, provare, a capire il contesto nel quale ci troviamo. Nascondendo certi fatti, le chimere avranno la meglio.

 

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Autore: riccardo_msc93

Class 93, stronger supporter of rationality. Federalist, political animals. Student by choice, Bac in Technique of informatics business administration, graduated in Political science, now postgraduate student in International Relations at University of Turin. Writing, reading and interested in politics, economics and society. Ph for passion. Looking for new large issues, trying to surprise me. Again.

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