Chimere #2

 

Purtroppo, rieccoci qua. Dico purtroppo perchè l’ammontare di notizie che ultimamente si possono utilizzare per articoli di questo genere se ne hanno in abbondanza. Anche troppo. Il secondo appuntamento di questo nuovo format è dedicato a notizie piuttosto fresche, che è corretto screditare subito. Prima che diventino post-verità. La realtà è che la ricerca di queste notizie spesso mi fa rabbrividire. La possibilità di venire a contatto con la realtà, non quella che piace a noi, quella vera, è ovunque. E’ un processo che non richiede tempo, che è accessibile a tutti. Ma a quanto pare non avviene. Come sempre, e come già detto, lo scopo di questi articoli e provare ad avvicinare la realtà a chi non vuole vederla. Il mondo nel quale viviamo non ci permette più di dover rendere conto solo a noi stessi. Globalizzazione vuol dire anche interconnessione, reciprocità, conseguenze. Dunque tutto quello che ognuno di noi fa (e ovviamente non fa) non va a discapito solo di se stesso. Siamo cittadini del mondo, questo implica diritti. E molti, molti più doveri. Prima ce ne renderemo conto, prima capiremo che quelli che davvero possono fare la differenza siamo noi: ognuno di noi.

  • La campagna elettorale del neo-presidente americano Donald J. Trump si è concentrata su molti punti piccanti. Uno su tutti, la questione relativa al famoso “muro” (che in realtà esiste già in gran parte del confine USA-Messico) e alle quote di migranti, non solo provenienti dal Messico. La realtà è che non è così. Mi spiego: nel periodo tra il 1995 e il 2000 il saldo netto tra emigrati ed immigrati in USA di nazionalità messicana era positivo di circa 2,2 milioni di persone. Evidente, quasi ovvio. Le cose però cambiano dal 2005. In effetti nel periodo 2005-2010 il saldo diventa negativo, di pochissimo in realtà: circa 20mila unità. Durante il periodo 2009-2014 il saldo negativo si è accentuato, ed è risultato negativo di 140mila unità. In poche parole sono più i messicani che ritornano nel loro paese, rispetto a quelli che arrivano. L’interessante ricerca di Pew Research Center descrive bene il fenomeno e smaschera una delle Chimere più sfruttate per la campagna elettorale americana. Chissà se gli elettori di Trump ne sono a conoscenza. (Qui il link alla ricerca).

  • Qualche giorno fa Beppe Grillo twittava “Nel paese metà delle famiglie non arrivano a fine mese”; Alessandro di Battista invece su Facebook affermava “I poveri aumentano ogni giorno, qui da noi e nel mondo intero”. Non è così. Come rileva Pagella Politica, servizio di fact-checking made in Italy, le persone che nel mondo vivono in povertà assoluta sono in netto, drastico (per fortuna) calo da addirittura il 1990. Anzi, Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale ci rivelano che l’anno appena passato ha segnato un nuovo record (positivo si intende) di persone che vivono con meno di 1 dollaro al giorno. Per quanto riguarda l’Italia, basti rifarsi a infografiche e studi dell’ISTAT che ci dicono che la quota di poveri in Italia è stabile dal 2011, è aumentata nel 2012 e 2013 e successivamente si è di nuovo stabilizzata.

  • Dicevano che la Brexit sarebbe stato solo l’inizio. Che da quel momento in poi l’Unione avrebbe perso ancora più appeal di quanto già non ne abbia perso con la figuraccia referendaria inglese. Che sarebbero succeduti molti altri paesi. Sta di fatto che, gli stessi che ci dicevano che avrebbe vinto il “Remain”, forse hanno sbagliato. Di nuovo. Un sondaggio effettuato dal World Economic Forum mostra che su un campione di circa 15mila persone provenienti da Italia, UK, Francia, Germania, Spagna e Polonia il trend sia esattamente opposto. Ovvero in tutti i paesi, a parte la Spagna, la quota di chi voterebbe per rimanere all’interno dell Unione Europea è aumentata. Anche nello stesso Regno Unito. Sebbene Italia e Francia si dimostrino molto euroscettiche, il 50% dei consensi è comunque garantito. Ricordando che il referendum di quest’estate era di tipo consultivo, e i recenti fatti che indicano come solo il parlamento possa effettivamente dare il via all’uscita dall’UE, le cose non sembrano essere per ora drammaticamente cambiate. Nessun scenario apocalittico insomma. Forse anzi, più consapevolezza.

 

 

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Autore: riccardo_msc93

Class 93, stronger supporter of rationality. Federalist, political animals. Student by choice, Bac in Technique of informatics business administration, graduated in Political science, now postgraduate student in International Relations at University of Turin. Writing, reading and interested in politics, economics and society. Ph for passion. Looking for new large issues, trying to surprise me. Again.

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