I numeri non mentono

 

Speciale inatteso, imprevisto. I migliori articoli che possano uscire sono quelli che ti senti di scrivere. Perchè ne hai bisogno.

Diciamo spesso, per difendere la nostra tesi, o semplicemente per avere ragione che i fatti non mentono. Una delle poche possibilità per confermare quasi sempre quello che diciamo è composto da “numeri”. Dopotutto è da quando siamo piccoli che ci sentiamo ripetere “la matematica non è un opinione”; “I numeri non mentono”. Sebbene io sia dell’idea che i numeri vanno anche interpretati oltre che letti e tradotti in grafici e tabelle; quelli che la CNN ha riassunto oggi sono un ottimo modo di avvalorare la tesi: la tesi che prova (sempre se ce ne fosse stato il bisogno) che il provvedimento Trump sulla chiusura del paese verso i paesi di origine musulmana, esclusi quelli con cui gli USA hanno ottimi accordi commerciali, è inutile.

 

Cominciamo dalle basi, sono 7,7 milioni le persone che nel 2015 sono asdf.PNGtransitate (quindi si intende entrate ed uscite) dal paese a stelle e strisce. La maggior parte di loro veniva da Cina, Giappone, Messico, Canada, Gran Bretagna. Per motivi per lo più classici: viaggio, lavoro, studio.

Nell’anno appena conclusosi sono stati 85mila i rifugiati riconosciuti negli Stati Uniti, i tre paesi dai quali provengono la maggior parte di queste persone sono, in ordine: Repubblica democratica del Congo, Syria e Myanmar.

Cominciamo ad addentrarci sulla questione musulmani. Si tratta di cifre irrisoSEF.PNGrie, Pew Research Center rivela che circa il 10% degli immigrati regolari arrivati negli Stati Uniti sono di religione musulmana. Giusto perchè i numeri non mentono, ma come lo dici sì, per me, ha piu senso dire che il 90% degli immigrati che poggiano piede negli USA NON sono musulmani. Forse così il concetto è più chiaro.

 

 

 

 

Giusto per entrare nello specifico, CATO Institute ci dice il numero di rifugiati KO.PNGprovenienti dai paesi interessati dal divieto imposto da Trump di entrate negli States. Non c’è bisogno di aggiungere niente, si spera che sappiate tutti leggere. La ricerca si riferisce non al 2016, o al nuovo millennio, ma ai 40anni precedenti.

 

 

 

 

 

In conclusione, sempre il CATO Institute, suggerisce dei temi di sicurezza interna forse più importanti e necessari da risolvere. In campagna elettorale Trump disse “Più armi ci saranno per gli americani, più sicure saranno le nostre case”.

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Autore: riccardo_msc93

Class 93, stronger supporter of rationality. Federalist, political animals. Student by choice, Bac in Technique of informatics business administration, graduated in Political science, now postgraduate student in International Relations at University of Turin. Writing, reading and interested in politics, economics and society. Ph for passion. Looking for new large issues, trying to surprise me. Again.

11 thoughts on “I numeri non mentono”

    1. Un pazzo. Democraticamente eletto però. Io credo che gli unici che possano fermarlo siano le stesse persone che lo hanno votato. Sono un estremo sostenitore degli “errori”, e prima di tutto vanno ammessi. Ma per capire che si è sbagliato bisogna prima dimostrare che la realtà che lui dice, non è quella che sta intorno a noi. Ignorarli, considerargli “sconfitti della globalizzazione”, o semplicisticamente ignoranti non porta a nulla. Solo alla loro ancora più pronfonda esclusione da una società che non li sa dare opportunità.

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      1. È quello Che mi fa paura!! Se le persone, con la paura, votato così male, commettendo errori, non voglio sapere cosa succederà in Europa!

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      2. E’ giusto che tu abbia paura, vuol dire che riconosci un rischio e che soprattutto te ne importa. Puoi fare la differenza, tutti possono. Abbiamo molto più potere di quello che pensiamo, solo che più facile dire che esistono complotti e “potenti” che prenderci le nostre responsabilità.

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  1. E’ innegabile che i numeri non mentano, ma bisogna volerli vedere ed è ormai chiaro a tutti (ma non era già chiaro fin dall’inizio della sua campagna elettorale?) che Trump vede, sente,sa, solo ciò che a lui conviene… e il risultaro è sotto gli occhi di tutti.
    Singolarmente magari non potremo far molto- forse anche nulla- ma non è motivo per tacere ed accettare supinamente le assurdità (giustificate con palesi menzogne) che sta mettendo in atto.
    Forse una singola voce conta poco, ma il cumulo di molte voci si fa sentire “fino al cielo”.
    E anche così non fosse non cambierebbe niente, chi ha anche solo un briciolo di coscienza non può e non deve restare a guardare!
    E’ già stato fatto in un passato anche troppo recente e il risultato lo conosciamo tutti.
    Che non abbia a ripetersi, mai.

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    1. Caro/a, come non essere d’accordo. Conoscere, imparare, informarsi, giudicare. Sono queste le migliori armi contro chi ci da risposte facili a domande difficili. Ricorda, però, che non è solo Trump. Lui è uno dei tanti, ci sono letteralmente milioni di persone che la pensano forse in maniera più drastica di lui e che gli hanno dato la loro fiducia per governare. Ciò può accadere ovunque se 1) c’è una società che si sente distante dalla politica; 2) non c’è un opposizione che controbatte sulla sostanza e non sulle frecciatine, sugli scandali, sugli insulti.

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      1. “Ricorda, però, che non è solo Trump. Lui è uno dei tanti”
        Ne sono pienamente consapevole, credimi, Trump è il prodotto (uno dei tanti) di un certo tipo di società, se così non fosse non sarebbe stato eletto.
        Sono altresì consapevole che tipi così esistono ovunque, nessuna nazione può dirsi esente dal rischio di ritrovarsene uno (o più) tra capo e collo, per questo bisogna stare attenti e non mollare, non mollare mai!

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      2. La mobilitazione che stiamo vedendo in questi giorni dimostra che è molto più forte la nostra idea di comunità, nonostante tutto; che quella di intraprendere scelte drastiche, inopportune, sbagliate, solo per dare una risposta di petto alla questione. Le conseguenze di quelle azioni sappiamo già a cosa portano, insieme andremo comunque avanti. Sempre. Tutti. E’ stato un piacere chiacchierare con te, a presto !

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