Zone d’ombra

 

Mi viene difficile concentrarmi su uno specifico argomento questa settimana. Inizialmente ho pensato fosse giusto dare importanza e riverbero alle elezioni del Presidente del Parlamento Europeo, si trattava dopotutto di un ballottaggio tutto italiano (anche se meno si pensa alla nazione meglio il Parlamamento funziona), anche perchè ho letto alcune cose che meriterebbero come minimo una spiegazione per provare ad essere capite. Proseguendo con la settimana però mi sono chiesto se fosse invece eticamente corretto, ovviamente secondo la mia di etica, dedicare questo spinoff al caso Cucchi e ai nuovi, finalmente, sviluppi sulla sua morte. Ero pronto a rispolverare le vicende, ma giovedì ho appreso la notizia del disastro avvenuto presso l’Hotel Rigopiano e più in generale della terribile combo bufera di neve-nuove scosse di terremoto che sembrano divertirsi a colpire il nostro paese. Una volta però assunto solamente un piano politico, la discussione ha smesso di interessarmi. Personalmente, vedere un tavolo pieno di persone in giacca e cravatta discutere su cosa si poteva evitare e cosa no a meno di 32 ore da un avvenimento del genere mi sembra, semplicemente, fuoriluogo. Nulla toglie che le persone non siano libere di parlarne, anzi, per capire come mai ci fosse questo bisogno ho pure provato a seguire qualche dibattito sulla faccenda. Ma niente, sentivo che non era una cosa che mi prendeva. Poi ieri ho guardato, a pezzi, l’inaugurazione di Donald Trump alla presidenza americana. La prima cosa che mi è venuta in mente è stata quella di aver già visto quella scena centinaia di volte, in effetti ci sono molteplici pellicole, documentari, video a riguardo e il tutto ha reso quella diretta come se fosse una cosa già vista. Ed è su questo che oggi vorrei spendere qualche parola.

A me sembra che nel mondo dell’immediatezza nella quale viviamo, della condivisione immediata, dove è più importante far sapere ciò che fai, ciò che vesti, ciò che pensi, ciò che dimostri di essere; abbiamo perso l’abilità di provare emozioni. Le emozioni sono il contrario dell’immediatezza, certo alcune arrivano senza che ce lo aspettiamo, ci prendono di sprovvista, ma la maggior parte sono un insieme di sensazioni che nascono col tempo, vivendo o facendo una determinata cosa. Mi stupisce molto il fatto che avendo tutti i mezzi per poter effettivamente far provare un esperienza di emozioni molto più reali di una volta (esempio banale, io l’inaugurazione dell’insediamento l’ho visto sulla live di un social network, a gratis, senza pubblicità, sul mio telefono), ci stufiamo molto prima di queste e ci limitiamo a far sapere agli altri come reagiamo ad un certo avvenimento; per poterci subito concentrare su quello che verrà. Il resto non conta, ragionare su ciò che ci accade oltre a non essere immediato, non è neppure condividibile con gli altri nelle piattaforme che conosciamo per tutte le altre nostre attività. E’ meglio lasciare che qualcun’altro pensi per noi, magari qualcuno che ci conosce bene, che ci propone cosa a noi piace, che sceglie per noi cosa noi dobbiamo leggere, con chi dobbiamo interagire.O sarebbe meglio dire qualcosa. Perchè tutto questo già accade attraverso i miliardi di algoritmi coi quali veniamo in contatto durante le nostre ore di navigazione in rete. Insomma, non so se stia usando le parole corrette e se riuscirò a farmi capire ma, io in questo spinoff non posso parlare di tutte quelle cose alle quali vorrei dedicare più tempo. Sono già passate, la maggior parte delle persone che ne ha parlato già si è dimenticata di che opinione aveva sulla vicenda, magari nemmeno ne aveva una ma ha voluto far sapere cosa ne pensava perchè beh, ognuno può dire quello che vuole, ho gli strumenti per farlo come, quando, dove voglio. Perchè non dovrei? Quello che vorrei far capire è che quando noi sorvoliamo su qualcosa, non approfondiamo un argomento facciamo del male a noi stessi. Perchè vuol dire che un numero sempre più ristretto di persone fa questa cosa e la fa anche per chi decice di non farla. Scegliere di non scegliere è disumano, io sono convinto che è il diritto che più rimpiangeremo di non aver fatto valere in futuro. Di aver lasciato fare agli altri per noi, di non essercene occupati.

Se non avessi avuto la voglia, il tempo, l’interesse, il diritto di sapere una cosa, per esempio, Io forse non sarei mai venuto a conoscenza del fatto che Antonio Tajani, il nuovo presidente del Parlamento Europeo non è sconosciuto in Europa, tutt’altro, è stato Presidente della Commissione Europea Trasporti prima e Industria poi; e mai avrei saputo che nel 2014 ha rinunciato all’indennità transitoria di fine mandato in quanto ex vice-presidente della Commissione di 468mila euro dicendo che “è opportuno dare una prova di solidarietà e sobrietà in questo momento di grande difficoltà per i cittadini europei”. Se Io non avessi provato a guardare quel talk sul disastro dell’albergo non avrei forse saputo che in realtà era già successo che quella specifica località era stata interessata da fortissime nevicate così forti da addirittura avere ben due precedenti nelle quali la struttura è stata isolata causa strade piene di neve. Per non parlare della posizione, mi limito a dire ambigua, della struttura esattamente sotto un corridoio stretto e ripido di un canale montuoso.

Insomma, datevi un’opportunità di conoscere qualcosa. Informatevi, agite. Scegliete. Solo così potremo difendere la nostra autenticità da una società che cerca di metterci così tanto in contatto, da renderci tutti uguali. Noi, voi, Io non siamo ciò che gli altri vorrebbero, o ciò che dimostriamo di essere. Siamo chi siamo solo per quell’insieme, in economia si direbbe di know-how, che abbiamo potuto apprendere e vivere attraverso la nostra capacità di provare emozioni.

 

 

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Autore: riccardo_msc93

Class 93, stronger supporter of rationality. Federalist, political animals. Student by choice, Bac in Technique of informatics business administration, graduated in Political science, now postgraduate student in International Relations at University of Turin. Writing, reading and interested in politics, economics and society. Ph for passion. Looking for new large issues, trying to surprise me. Again.

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