IL POTERE APPARTIENE AL POPOLO (?)

No. Questa frase è inesatta e chi vi dice il contrario non consoce il diritto costituzionale italiano.L’articolo 1 della Costituzione recita “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. Sovranità e esercita. Sono queste le parole dove tutti intendono quello che vogliono dimenticando la volontà della Costituente. Dunque, il potere decisionale deve passare per le elezioni alle quali i cittadini italiani sono chiamati a votare per chi dovrà governare il paese. E’ un po’ diverso da “Il potere appartiene al popolo” (ne avevo già accennato in un articolo precedente, lo trovate qui).

La seconda forza politica del paese, dato che non vogliono farsi chiamare partito continuerò a chiamarla così, ovvero il M5S, estremizza questo concetto (sbagliato) incardinato nell’art. 1 della nostra Costituzione. L’idea iniziale diciamocelo non è male, chiunque applaudirebbe se dicessi che “i cittadini devono decidere ed essere partecipi del processo decisionale del nostro paese”. O ancora “dobbiamo dare la possibilità ai cittadini di dire la loro su ogni proposta che governo, amministrazione o chi che sia fa in quanto riguarda la vita di ogni cittadino”. In realtà tutto questo esiste già, le più varie forme di attivismo civico e di associazionismo della società civile hanno in gran parte proprio questo scopo: garantire un continuo rapporto diretto tra governanti e governati. Ma il rapporto attraverso il quale si conferisce un mandato da un lato, e un atto di responsabilità dall’altro nasce al momento delle elezioni. Sembra una banalità dirlo, ma il nostro sistema politico (a qualunque livello territoriale lo si voglia indicare) si basa su questo. Mettere in discussone questo, vuol dire mettere in discussione il tipo di democrazia del nostro paese. Ricordate i “referendum” online del MoVimento? Infatti, li ricordate perchè sono spariti. Una volta che i membri del M5S hanno cominciato ad essere rappresentanti delle istituzioni attraverso un rapporto di fiducia verso i cittadini le scelte non si potevano più fare (finta di fare) in internet su un blog. Le “primarie” del M5S saranno le prossime ad essere modificate a mio avviso, il consenso incanalato da questo attore politico è così ampio da non potersi più permettere la gestione (dubbia) di un voto online solo attraverso la propria piattaforma solo dei loro iscritti. D’altronde si sà, ogni persona che mastica di politica anche da poco riconosce che le uniche primarie che possono avere un senso sono quelle aperte (io personalmente ho appoggiato nella mia tesi di laurea delle primarie semi-aperte: le candidature vengono scelte, valutate e decise dagli iscritti e nei relativi organismi partitici, così come regolato dai singoli statuti, ma l’elezione del candidato per quella specifica carica, perchè a questo servono le primarie, devono essere aperte a tutti i cittadini che hanno il diritto di votare).

Se da un lato dunque la questione del network rimane in sospeso, con un evidente lack democratico rispetto a quando il progetto M5S era partito, dall’altro si apre un altra questione a dir poco fuori da ogni senso comune, anche volendo provare ad ampliarlo il più possibile. Ovvero, il capo estremo, il giudice, il leader, l’unico forse soggetto che decide lui personalmente le scelte, le linee guida, la strada dell’intero movimento (davvero l’unico dopo l’addio di Casaleggio) è Beppe Grillo. Il non-accountable per eccellenza. Colui che ha creato un impero senza mai passare per un voto di approvazione. Come direbbe il nostro ex premier “A genius!”.  Scherzi a parte, coloro che gridano e si sbraitano in maniera scomposta per la democrazia diretta, per il ruolo centrale dei cittadini, per la loro legittimità non hanno ben presente, forse, che il loro leader non solo si guarda bene dall’entrare in gioco nell’arena politica, ma non ha mai affrontato una competizione elettorale. Mai. Se il M5S alle prossime elezioni nazionali dovessero risultare la maggioranza all’interno del parlamento e votare un Governo pentastellato, dobbiamo renderci conto che l’uomo che sta al di sopra di tutto questo non sarà il Presidente della Repubblica, o un segretario di partito, ma un comico che non deve rendere conto del suo operato a nessuno. Perchè non giudicabile.

Insomma, mi sono già dilungato,e forse ripetuto, troppo su questo punto ma lo ritengo centrale perchè nel dibattito politico di oggi tutti si stanno dimenticando una cosa: attenti a guardare al successivo scandalo per chiedere per primi le dimissioni del malaugurato di turno (sì, ora anche grillini), ci scordiamo che qui non si mette in discussione la maggioranza di un consiglio comunale, o quella del parlamento. Si tratta di decidere se vogliamo mantenere la nostra democrazia parlamentare o se cambiarla in qualcosa di non definito, ma che sicuramente perde in quanto a democrazia e rappresentanza. Capisaldi del MoVimento stesso.

Io con tutta franchezza non ne trovo il significato, come tanto meno non riesco a capire come si possa pensare che “Siamo noi gli unici che possono garantire la legalità e lo stato di diritto in questo paese. Loro sono tutti corrotti, noi siamo il nuovo.” Lo ha detto Alessandro di Battista in una sua intervista di qualche anno fa, mi sembra nel 2014. Chissà cosa direbbe se leggesse il sondaggio pubblicato il 22 dicembre dal quotidiano (corrotto,filo-renziano,pagato dallo stato,imparziale) “La Stampa”.

Dopotutto, il potere appartiene al popolo. No?

 

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Autore: riccardo_msc93

Class 93, stronger supporter of rationality. Federalist, political animals. Student by choice, Bac in Technique of informatics business administration, graduated in Political science, now postgraduate student in International Relations at University of Turin. Writing, reading and interested in politics, economics and society. Ph for passion. Looking for new large issues, trying to surprise me. Again.

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