Gerarchie

Su uno dei tanti libri che ho studiato in non ricordo bene quale esame ricordo che la prima riga della prima pagina diceva “Il Ministro degli Affari Esteri è, in realtà, la seconda carica dello Stato”. In effetti se ci pensate rappresenta il paese all’estero, gestisce e organizza la politica estera e i funzionari di tutto il Ministero e delle ambasciate e consolati italiani nel mondo. Inoltre ha un ruolo chiave in tante altre occasioni che magari non pensiamo possa avere: un esempio? Nei documenti di difesa interna, nelle relazioni al Parlamento per l’attuazione, l’approvazione di trattati internazionali, direttive europee, raccomandazioni delle Nazioni Unite. Insomma, molto più di quello che pensiamo. Il Governo Renzi aveva nominato nel 2014 Ministero degli Esteri Federica Mogherini, ora Alto Rappresentante per la politica estera e di difesa dell’UE (abbreviato “AR” della “PESC”). Sostituita dunque con Paolo Gentiloni ora il ruolo sembra diventare presto vacante. Un aspetto non da sottovalutare della questione, il Ministro degli affari esteri non può indossare più di tanto una casacca politica, è il garante degli affari italiani nel mondo e negli altri paesi. Destra o sinistra che sia, il suo ruolo si pone al di sopra della politica interna. In ogni caso, Gentiloni sarà il nostro nuovo Presidente del Consiglio dopo la sconfitta di Renzi al referendum.

Due considerazioni a riguardo: Io ho votato Sì, ma non mi sento sconfitto. Onestamente non ho mai creduto che quel fronte potesse vincere. Non aveva i numeri, e, semmai, gli ha persi col passare della campagna referendaria. Bisogna inoltre fare attenzione a paragonare quel 40% delle europee al 40% di oggi. Si trattava di un voto politico prima, e di un plebiscito (non ben interpretato tra l’altro da entrambe le fazioni) oggi. Sta di fatto che, ancora una volta, Renzi dimostra essere, a parer mio, la persona più semplice che abbia mai visto far politica a livello nazionale in Italia. Non mi è mai sembrato un personaggio che avesse qualcosa da nascondere, qualche interesse superiore, qualche “potere forte” da difendere. La gente lo ha spesso deriso e preso in giro, ma quello che a me ha sempre dimostrato è stato essere un politico sincero. Non ho sentito molti presidenti del Consiglio dire “ho sbagliato”, o accettare sconfitte o convivenze a dir poco complicate di “correnti di partito” come lui. Insolente, sicuro di sè, spudorato. Ma sincero. Giusto. Sta di fatto che oggi, mentre il Presidente della Repubblica, attraverso il potere conferitogli dall’art. 92 della Costituzione (quella che si è tanto difesa), nominava Gentiloni nuovo premier e questo accettava, Matteo Renzi entrava nella sua chiesa di paese per la messa domenicale.

Da segretario del Pd.

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Autore: riccardo_msc93

Class 93, stronger supporter of rationality. Federalist, political animals. Student by choice, Bac in Technique of informatics business administration, graduated in Political science, now postgraduate student in International Relations at University of Turin. Writing, reading and interested in politics, economics and society. Ph for passion. Looking for new large issues, trying to surprise me. Again.

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