“The sun will rise in the morning”

Lo disse Barack Obama qualche ora prima di conoscere il nuovo presidente degli Stati Uniti. Mai come stamattina, mi sembrava giusto citarlo.

Matteo Renzi conclude qui la sua esperienza da Presidente del Consiglio. La sua proposta di riforma costituzionale, sua, del Governo, e della maggioranza (in teoria) del Parlamento è stata bocciata dai cittadini. Col 68% di affluenza nazionale il popolo dice NO. Maggior affluenza nelle provincie di Vicenza, Padova, Trento, Bergamo, Treviso, Verona, Modena, Forlì-Cesena, Reggio nell’Emilia, Firenze, Siena. Le peggiori Napoli, Crotone, Agrigento.

A livello nazionale ( a 55.000mila sezioni scrutinate su 61.000mila) vince il No col 59,7% contro il Sì con il 40,3%. In 17 regioni su 20 vince il No.

Direi che come, breve ed esaustivo, riassunto è più che sufficiente questo. La domanda che tutti si pongono è: e adesso? La risposta non è semplice per il semplice fatto che il fronte del No non poteva essere più colorito di questo: si va da un partito di populista come quello di Salvini a Sinistra Italiana passando per i cinque stelle, unici veri vincitori di stasera. Di nuovo. Il ragionamento più grande sembra essere proprio la, si riesce a intendere già due linee di pensiero, chi dice elezioni subito con l’Italicum, chi dice cerchiamo una maggioranza per una legge elettorale diversa e poi andiamo a votare. Deciderà Grillo, ricordo, non eletto da nessuno comunque. Per il resto, l’asse Meloni-Salvini si sbraccia per delle elezioni immediate, la sinistra tace, il Pd ha le mani nei capelli. Congresso? Nuovo segretario? Che si fa con la minoranza? Tante, troppe domande. Il tutto non si risolverà presto, e io sono dell’idea che bene o male tutti cercheranno almeno di arrivare alla prossima primavera.

Sul risultato…che dire, campagna elettorale inesistente, ipocrisia a livello maximo (giusto per ricordare che oggi, anzi ieri, si sono svolti i funerali di Fidel Castro) del fronte del No, atteggiamento scorretto del segretario-premier. Ma diciamocelo, col senno di poi siamo tutti bravi a dire che l’uomo solo al comando non va bene, che la personalizzazione del voto era sbagliata, che bisognava cercare una maggioranza più ampia, che se si facevano più quesiti stile 2011 era meglio. Insomma, finito di fare gli allenatori di serie A, siamo tutti laureati in Giurisprudenza, Scienze politiche e filosofia. Errori c’erano ed erano evidenti, ma la linea politica del Sì non poteva cambiare. Hanno cercato di salvare il salvabile. Hanno perso. Sta di fatto che il 40% della popolazione italiana era con Renzi, quel 40% che è riuscito ad ottenere alle prime elezioni da segretario del Pd non dimentichiamocelo. E’ una minoranza certo, ma una minoranza piuttosto corposa, nemmeno Berlusconi ai tempi d’oro poteva vantare, da solo, una fetta di voti così ampia. Forse solo questo potrebbe fermare Renzi da dimettersi da segretario del suo partito, o da uscire di scena dalla politica. Forse si ricandiderà, forse tutto sommato dal congresso ne uscirà malconcio ma vivo. I presagi della sconfitta c’erano. Tutti, Pd e Renzi inclusi lo sapevano benissimo.

Come ho detto, non mi sento di dire “perchè il No ha vinto”, si capisce benissimo e in ogni caso ripeto, potrebbe farlo chiunque ora come ora; non mi sento neanche di poter abbozzare a prevedere un futuro medio su quanto accadrà in Italia. Posso però dire come la penso: è necessario formare un nuovo Governo entro la fine dell’anno che si occupi di concludere i lavori parlamentari su questioni aperte come finanziaria; votare una legge elettorale per il Senato e confermare il voto sull’Italicum, in caso contrario trovare una legge elettorale per la Camera, se questa non dovesse trovarsi usare il Mattarellum; un nuovo parlamento, con una nuova maggioranza (si spera) nomini un nuovo Governo leggittimato e responsabile di governare il nostro povero paese. Per quanto riguarda il Pd la necessità primaria è quella di indire il congresso a inizio anno, votare un segretario, stabilire le linee guida della maggioranza parlamentare, proporre ai cittadini un agenda di governo e presentarsi alle elezioni, dopo le primarie.

 

Quello che vedo io, onestamente, è un gran lungo liberatorio sospiro di sollievo. Io il 3 dicembre ho rinnovato la mia tessera al Partito Democratico nel mio circolo. Le mie previsioni? “Vincerà il No con almeno il 57%”, dissi sabato pomeriggio.

 

Una cosa è certa in ogni caso, il sole sorgerà domattina.

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Autore: riccardo_msc93

Class 93, stronger supporter of rationality. Federalist, political animals. Student by choice, Bac in Technique of informatics business administration, graduated in Political science, now postgraduate student in International Relations at University of Turin. Writing, reading and interested in politics, economics and society. Ph for passion. Looking for new large issues, trying to surprise me. Again.

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