DONALD J. TRUMP

 

Quello che è avvenuto la notte scorsa, dimostra che dobbiamo ancora imparare tanto dalla conquista più importante della storia moderna. La nostra democrazia.

 

Il giorno del 27esimo anniversario dalla caduta del Muro di Berlino, il 45esimo presidente degli Stati Uniti d’America viene eletto. E’ Donald Trump. Volendo potrei chiuderla qua, non c’è molto altro da dire. Oggi vi sono a confronto due diversi modi di esercitare la democrazia: più di vent’anni fa i cittadini tedeschi scavalcavano quel muro molto più ideologico che materiale; oggi i cittadini americani votano un partito e un candidato perchè non si sentono al sicuro.

Chi pensa che accadranno cose catastrofiche, disastri diplomatici, guerre, muri, lanci di bombe, apocalisse e chi più ne ha più ne metta può anche smettere di leggere questo pezzo. Non troverà un testo incentrato su questo, tanto meno una persona che la pensa così. “Ma lo ha promesso ! Ha vinto anche per quelle cose ora deve farle!”. No. Quando mai i politici che durante la campagna elettorale dicono “abbasseremo le tasse” poi davvero lo fanno? Eppure hanno vinto anche per quello. Che poi, cosa si intende con “anche”. Quindi conta solo quello che si dice ai comizi? Insomma, facciamo chiarezza che è meglio. Nella competizione elettorale americana, sottolineo, AMERICANA, la presidenza se la giocano in due. Questo non vuol dire che non ci possano essere altri candidati, anzi proprio la presenza di questi ha avuto un ruolo fondamentale in alcuni stati. E’ un ballottaggio. Che proviene dalle elezioni primarie. Che proviene dalla scelta del partito di appoggiare uno piuttosto che un’altra personalità politica. Solitamente quella che ha più potere di lobbying. Perchè la politica in USA funziona così, io ti appoggio ma tu mi aiuti economicamente. E non solo quella interna. Purtroppo.

Donald Trump vince spendendo meno della metà della sua avversaria. Vince dopo che sembrava che le accuse, non fatti, accuse, di sessismo e altri trattamenti poco accettabili verso le donne lo avevano tempestato negli ultimi giorni di campagna. Vince dopo che ha sconfitto ognuno dei suoi avversari: la Clinton, l’ala Gop che voleva mandarlo a casa, le agenzie di pools, gli altri candidati repubblicani. Ha sconfitto tutti, e quando sei il più forte meriti di vincere, punto. Mi fa molto riflettere che oggi quasi tutti siano rimasti sorpresi, senza parole, impietriti dal risultato elettorale. Ma come, mi sono chiesto, sembra quasi che si siano resi conto stanotte che Trump era un candidato alla casa bianca. Ma in questo ultimo anno dov’erano tutti quanti? Io non l’avevo previsto, ma quantomeno non mi sono limitato a bollarlo come “populista-fascisa-maschilista-guerrafondaio”. Nessuno ha riconosciuto Donald Trump come competitor di Hillary Clinton. Questo ha del paradossale. Difendiamo la democrazia diretta ora più che mai e poi ripudiamo il risultato di un elezione? Quindi la democrazia va bene fintantoché ci fa piacere. E con che faccia tosta andiamo in giro ad esportare questo valore, questo ordine mondiale, a paesi e regioni del mondo dicendo che va tutto bene, è il migliore e che tutti viviamo felici e contenti. A me incute molto più timore che certe persone non accettino il voto degli americani, molto più delle cazzate elettorali dette da Trump (e non solo !!!!). Dovessimo fare fact-checking per ogni candidato a un ruolo politico sarebbe la fine del mondo, però su di lui ci si è accaniti. Ripeto, non comprendo l’atteggiamento di molti, tanti, che oggi magicamente hanno realizzato che colui che non hanno mai combattuto nel silenzio e nell’indifferenza ha dominato in ogni dove.

Hillary Clinton perde perchè si chiama Clinton. E’ evidente. I democratici questo lo sapevano benissimo. La vittoria sofferta delle primarie doveva attivare un campanello, che dico, una campana d’allarme all’interno del partito. Ma che fare? Ormai era lei quella su cui puntare tutto. E comunque i cittadini l’avevano scelta. Sanders è sparito dalla circolazione, il partito l’ha appoggiata. E ha perso. Non solo ha perso lei, la cosa più drammatica è che i dem non hanno conquistato la maggioranza in Senato e tanto meno al Congresso. Il partito democratico ha perso su tutta la linea. Perchè non ne ha mai avuta una. L’obiettivo della Clinton era abbattere Trump, non proporre un’alternativa. Ma i suoi elettori questo già lo sapevano, volevano essere convinti di fare la scelta giusta. Volevano risposte, volevano che si cercassero i voti degli indecisi e perchè no dei repubblicani. Niente di tutto questo è avvenuto. Il merito nei suoi comizi non c’è stato. Se in quelli di Trump ce lo si poteva aspettare, anzi, era una vera e propria scelta politica e di comunicazione; da lei no. Lei era l’ex segretario, moglie di un ex presidente. Se non parla lei di politica chi dovrebbe farlo? Gli elettori democratici hanno votato altro, o non hanno votato affatto. Esempio eclatante quello della Florida dove ad un certo punto dello spoglio i 50mila voti di differenza tra Trump e Clinton sapete chi li aveva? Gary Johnson del partito libertariano e una piccola quota la verde Stein. Non ha saputo convincere i suoi elettori, non ne ha conquistato altri. Eppure era tutto davanti ai nostri occhi. Bisognava solo rendersene conto.

Gli americani hanno votato per un presidente che non è un politico, hanno votato per un partito che cerca di difendere la propria nazione, hanno accettato le offese e le frasi senza senso di Trump. L’alternativa a tutto questo? Clinton. Non sarebbe mai potuto funzionare.

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Autore: riccardo_msc93

Class 93, stronger supporter of rationality. Federalist, political animals. Student by choice, Bac in Technique of informatics business administration, graduated in Political science, now postgraduate student in International Relations at University of Turin. Writing, reading and interested in politics, economics and society. Ph for passion. Looking for new large issues, trying to surprise me. Again.

2 thoughts on “DONALD J. TRUMP”

  1. Frutto del sogno americano, ora il popolo lo ha chiamato a difendere quel sogno da cinesi, messicani, crisi economica, interventismo mal celato, da quell’ora”io vorrei non vorrei ma se vuoi” dell’amministrazione Obama. La gente voleva un messaggio forte, di rottura, Trump per i repubblicani e Sanders per i democratici, ma mentre gli elettori repubblicani non hanno avuto paura di scardinare l’establishment i democratici invece si, e hanno candidato la Clinton. Che ha perso, ma non per immaturità a scalfire il tetto di cristallo ma perché appoggiata proprio da quei giornali e media ufficiali che sanno di establishment vecchio e superato. E ora si rispetti il voto della maggioranza.

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