Qualquadra non cosa

 

Surprise surprise, come direbbero da quelle parti. A volte ci vuole davvero poco per rischiare di stravolgere il risultato di una vita. In realtà secondo me non molti stanno pensando questo in questi giorni, anche perchè tutti quelli che hanno fatto la campagna per il “leave” o sono a fare altro o stanno ancora festeggiando per non si sa bene quale motivo. Una lezione molto cara su quello che, non solo in Gran Bretagna, sta accadendo ultimamente viene dall’Alta Corte sulla richiesta del PM Theresa May di dare il via alle procedure previste dall’articolo 50 dei trattai europei per attivare l’uscita del suo paese dall’Unione Europea. Non si può dice la corte, o meglio dice che “the most fundamental rule of the UK constitution is that parliament is sovereign”. Qualcuno potrebbe storcere il naso e dire “ma come? La sovranità appartiene al popolo! Il popolo ha l’ultima parola su tutto”. No. Nelle democrazie presidenziali, parlamentari o come altro volete chiamarle la democrazia diretta, plebiscitaria è stata eliminata giusto un paio di anni fa. Il popolo ha sì il potere, ma lo esercita attraverso il voto. Il referendum di quest’estate era un referendum consultivo. Nessuna catastrofe, nessun apocalisse. Si è chiesto ai britannici cosa volevano fare: uscire o restare nell’UE. Spetta poi al parlamento, non al governo, votare la decisione. A quel punto, si può ufficialmente cominciare la procedura e i negoziati con Bruxelles. Ribadisco il fatto del potere del popolo (anche in Italia sta avvenendo un lavaggio del cervello Made by Travaglio&company sul fatto che il popolo deve decidere sempre): la democrazia rappresentativa funziona così: attraverso una votazione la maggioranza dà l’indicazione ai governanti di quale tipo di politica vuole veder attuata. Al voto successivo i governati potranno giudicare i governanti sul loro operato. Non c’è nulla di complicato, funziona da sempre così, ed è il miglior modo per garantire rappresentanza al sistema. Sempre se vogliamo ancora una democrazia rappresentativa.

Dico che c’è molto da imparare perchè a volte ci dimentichiamo del mondo in cui viviamo. Un mondo dove si vuole sempre più avvicinare i grandi problemi alla realtà, alla base. Non ci sarebbe niente di più giusto, ma per poter anche solo dibattere di questioni macroscopiche bisogna averne le competenze. Ecco perchè esiste la politica, delle persone si candidano a risolvere delle questioni mentre noi andiamo avanti con la nostra vita. Se faranno bene le voteremo ancora. Il tutto in uno stato di diritto dove la democrazia e i valori universali sono garantiti. Non c’è bisogno di stravolgere nulla, non c’è bisogno di nessuna rivoluzione. C’è bisogno di informazione. Ma vi avviso, informarvi richiede tempo ed impegno. Richiede autocritica e ascolto. Siamo tutti sicuri di avere queste qualità e di volerle applicare? A questa domanda ci si è già dati una risposta…

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Autore: riccardo_msc93

Class 93, stronger supporter of rationality. Federalist, political animals. Student by choice, Bac in Technique of informatics business administration, graduated in Political science, now postgraduate student in International Relations at University of Turin. Writing, reading and interested in politics, economics and society. Ph for passion. Looking for new large issues, trying to surprise me. Again.

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