Paradossi

 

In un momento di tanta insoddisfazione per la politica, e di sfiducia generale nella società odierna, in conflitto tra vecchio e nuovo, tra tradizione e incertezza, non ci rendiamo spesso conto di alcuni paradossi dei quali siamo parte e supportiamo senza realizzare la gravità della situazione. Mi spiego.

Quello che tanto si chiede alla politica è che sia in grado di risolvere i problemi che i cittadini gli pongono. E’ al tempo stesso la base e l’ipocrisia di quello che si sente dire. Diciamo semplicemente che le cose sono giusto un po’ più complesse, in ogni caso che la politica abbia evidenti problemi di decision-making è evidente. Ancora più evidente è che spesso non sembra soddisfare le domande che vengono dai cittadini. Ma i cittadini sanno cosa stanno chiedendo? Faccio spesso questo capovolgimento di ruolo, penso sia il miglior modo di ragionare partire dal lato opposto, dalla base, dal “contrario”.Il Think Tank “The Progressive” affronta un tema che è un esempio perfetto di quanto vorrei provare a scrivere oggi; il gap tra elettori della classe d’età 18-24 e over 55 nelle ultime elezioni europee del 2014. I risultati direte voi sono ovvi, niente di particolare o di nuovo. Ma applichiamo il caso al nostro ragionamento: se la maggior parte degli elettori sono over 55 come si comporterà un partito che cerca di ottenere consenso? Perchè nessuno corre per perdere, diciamocelo. Dall’altro lato abbiamo i giovani, la generazione dimenticata e oppressa dalla crisi, destinata a guadagnare quasi meno dei propri genitori. Loro pagheranno solo le conseguenze degli errori di qualcun’altro, che oggi tra l’altro è la maggioranza della popolazione. Giusto per citare qualche dato ed essere più specifico, la Germania è il secondo paese per numero di over65 (il primo siamo noi). Eppure la disoccupazione giovanile è sotto il 5%. Quindi, si possono ottenere voti e vincere le elezioni convincendo gli over55 ma attuando politiche giovanili? A quanto pare sì. Basta che le coperture di una o l’altra politica pubblica non siano tagli all’avversaria. Fondamentalmente quello che accade in Italia per esempio. Così i problemi non si risolvono. La necessità di avere un paese in crescita, economica, demografica, necessita politiche di lungo termine. I vincoli di bilancio imposti dall’Ue e i testi delle leggi di stabilità di qualsivoglia Governo vanno in senso contrario. Il problema, pensano loro, sarà di qualcun’altro e se non saranno in grado di risolverlo noi che faremo opposizione guadagneremo consensi. Non voglio addentrarmi nell’antipolitica o nel complottismo, purtroppo, e dico purtroppo, la maggior parte delle segreterie di partito pensa esattamente questo.

Alle ultime elezioni europee del 2014, le fatidiche elezioni dove il Pd ha preso il 41%, hanno votato il 45% dei ragazzi tra 18 e 24 anni. Un risultato non indifferente. Siamo la generazione erasmus dopotutto, i post-guerrafredda, senza per forza doverci schierare da un lato o da un altro. Siamo quelli che emigrano (bisognerebbe usarla più spesso questa parola) con le lacrime al cuore perchè il nostro paese non ci offre un futuro. Eppure quasi la metà di noi sono andati a votare. Il 53% degli over55, che rappresentano, non dimentichiamocelo, una quantità molto più grande sul numero della popolazione, si è presentato alle urne a maggio 2014. Il nostro gap è tutto sommato contenuto, 8 punti percentuali. Anzi, magari si riuscisse a rimanere su questo trend in ogni elezione politica.

Quello che mi sento di dire è molto semplice, e mi rivolgerò ai ragazzi della mia generazione, e ai “millennials”: la politica è quella cosa che ti può insegnare davvero tanto, è noiosa, macchinosa, non è immediata e comporta conoscere molte, molte cose del passato, e il passato a noi non ci piace tanto. Noi guardiamo al futuro, noi siamo il futuro. Ma è proprio per questo che abbiamo una responsabilità. Siamo i futuri papà di questo paese, i futuri manager, i futuri sindaci. Non mollate, non scappate. Informatevi, combattete, fatevi riconoscere. Lottate per i diritti che ci hanno tolto. L’Italia ha bisogno di ognuno di noi. Credeteci.

 

Qui sotto, trovate link e tabella dell’articolo citato

http://www.progressivepost.eu/youth-participation-eu-elections-falling-differences-across-member-states/

panel.PNG

Annunci

Autore: riccardo_msc93

Class 93, stronger supporter of rationality. Federalist, political animals. Student by choice, Bac in Technique of informatics business administration, graduated in Political science, now postgraduate student in International Relations at University of Turin. Writing, reading and interested in politics, economics and society. Ph for passion. Looking for new large issues, trying to surprise me. Again.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...