Politicando

Mai come ora politica interna e non, si stanno dimostrando capaci di rispondere solo a loro stesse. A volte questo giochino riesce a funzionare indisturbato. La politica si occupa delle sue priorità, degli accordi sulla gestione/amministrazione dell’assetto politico di un sistema, dei rapporti tra partiti e correnti e sub correnti etc etc etc… I cittadini restano alla finestra a guardare, impotenti, incapaci di farsi sentire, ma soprattutto stufi di tutto questo. E’ un po’ come usare un super potere che ti sfinisce ogni volta che ne fai utilizzo; la politica quando pensa a se stessa si indebolisce all’esterno. Non risulta più utile. Qualcuno cercherà un altro modo di partecipare al processo decisionale, o a quello di influenza, in maniera…diciamo tortuosa. Il problema è che se tutti cambiano modo di partecipare alla politica, cambia il tipo di democrazia. E questo potrebbe non essere un problema di piccola entità. In Italia in questi giorni la politica pensa agli accordi sulla legge elettorale, tra dietro front, soluzioni <parabuchi>; in caso contrario si aspettano eventi che rovinano o ancora peggio spezzano la vita alle persone per agire con una legge…immediata. E quindi imperfetta. Perché le cose fatte bene richiedono tempo, dedizione, impegno, capacità. E da qui non si scappa, anche la politica deve adeguarsi a questo schema. A livello europeo abbiamo il difficile rapporto ministero dell’economia vs commissione per la legge di stabilità, che se non dovesse passare il referendum potrebbe non essere nemmeno scritta, anche perché chi la scriverebbe se il governo veramente andasse a casa? Incertezza, che in ambito economico, ma non solo, non aiuta di certo. Una delle cose che mi da più fastidio da cittadino italiano inoltre è la rinuncia a priori dell’organizzazione delle Olimpiadi a Roma, un segnale che nell’ambito della politica e delle relazioni internazionali è disastroso per il paese intero, in poche parole è come se avessimo ammesso che “ l’Italia è un paese corrotto, dove non puoi fare qualcosa per modificare le cose, non ci crediamo noi, non credeteci voi”. Questo è semplicemente assurdo. Poi ci sono tutti i cantieri legislativi aperti, mi viene in mente la legge sulla liberalizzazione delle cannabis ultima ma non per importanza. E’ uno dei tanti effetti collaterali dell’essere sempre in campagna elettorale, non soffermarsi mai sul merito ma solo sulle promesse, e su realtà alterate per convincere gli indecisi e far litigare quelli che invece avevano premiato quello o quell’altro partito. Non è più importante garantire accountability, ovvero responsabilità politica, l’importante è urlare contro l’avversario su temi di poco conto, questioni che chiamiamo “di pancia”. Tutto questo alla politica, e alla democrazia, fa male.Non solo non serve perchè non migliora la società nella quale viviamo, ma rallenta tutto quel processo decisionale che policy-makers, influencers, decision-makers si trovano di fronte una volta oltrepassato il dibattito. Sempre che questo avvenga. Siamo di fronte a più problemi, di legittimità, di rappresentanza, di responsabilità, di competenze che classe politica e istituzioni convintamente non affrontano. Fatichiamo a mantenre uno stato di diritto, fatichiamo a garantire diritti, e quindi libertà, a tutti (non ai cittadini, ben diverso), non gestiamo nei luoghi adatti i problemi che incontriamo. E’ la prima volta in questa fase storica di “rilassamento” e sviluppo dell’ordine mondiale, che non progrediamo. Siamo semplicemente fermi, incapaci di andare avanti.

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Autore: riccardo_msc93

Class 93, stronger supporter of rationality. Federalist, political animals. Student by choice, Bac in Technique of informatics business administration, graduated in Political science, now postgraduate student in International Relations at University of Turin. Writing, reading and interested in politics, economics and society. Ph for passion. Looking for new large issues, trying to surprise me. Again.

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