Un mondo di bugie

Abituati come siamo a condividere leggere notizie provenienti dal mondo intero non ci rendiamo conto di un problema fondamentale. Questa società sembra non essere in grado di valutare le cose più semplici, quelle che accadono sotto il naso. La soluzione al problema è davanti a noi ma o ci arriviamo per vie convesse, o non ci arriviamo proprio. Dicevo, quando aumenta il numero di notizie, di “agenzie” dalle quali informarsi (per non parlare del free-journalism, che comunque, potrebbe anche includere il sottoscritto) è necessario che aumenti parimenti la veridicità della fonte. Dove i dati sono stati presi, come sono stati elaborati, qual è l’obiettivo della condivisione del contenuto. Questo, a parte che per le agenzie legittimate (riconosciute quindi dalla comunità internazionale) semplicemente non accade. Chi volesse guadagnare bene in questo momento dovrebbe specializzarsi il fact-checking, c’è tanta di quella informazione da sbugiardare che metà basta. Ultimamente ho visto molti scrivere sulla nostra concezione sbagliata di niente di meno che della cartina geografica della terra. Esempio perfetto di una cosa che tutti abbiamo almeno per qualche anno avuto sotto il naso. A scuola sui muri, a casa sul libri, chissà quante volte abbiamo consultato la cartina. Personalmente mi colpisce molto pensare che i primi miei anni di scuola avessero scritto U.r.s.s. Spesso non ci si rende conto di quanto il mondo sia cambiato in questi 30anni. Comunque, sembra essere ufficialmente un trending topic la discussione, o semplicemente il dato di fatto, che quelli che noi pensiamo essere paesi larghi e vasti nella cartina si rivelino molto sproporzionati. Questo, ovviamente geograficamente parlando. Ma sappiamo che le cartine non riportano solo capitali, mari, monti e fiumi.Quella che propongo qui sotto viene direttamente da “metrocosm”, che si è occupato di riformulare adeguatamente la cartina del mondo come (non) lo conosciamo. I dati risultano interessanti per chi, non negatelo, sottovaluta spesso quello che gli sta attorno.

http://metrocosm.com/how-we-share-the-world/?ref=tw

MILIONARI

Sebbene 15 dei 20 milionari più ricchi del mondo vivano negli Stati Uniti, e sebbene comunque domini la classifica, dietro gli USA (i quali contengono il 23% dei milionari più ricchi al mondo), risalta Inghilterra (5.4% del totale), Germania (5.1% dei totale), l’1.6% della Turchia, il 2.4% giustificato, si capisce, dell’Arabia Saudita. E ancora, l’11.4% della Cina, il 4.2 dell’India e addirittura l’1.2% di Taiwan un paese che conta appena 23milioni di abitanti.  Qui sotto la mappa e il link

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billionaris


DEBITO PUBBLICO

Secondo qualcuno dovremmo essere primi in questa classifica. Non è così, anzi. Tralasciando i risultati di paesi come Usa che sfiora il 30% del debito pubblico totale, la Cina che arriva (solo) al 3.7%; arriviamo in Europa. E qua le cose sembrano essere particolarmente interessanti: La Germania rappresenta il 4.9% del debito pubblico del mondo, la Francia il 4.7%, il Regno Unito il 4.2% e l’Italia il 5%. Un decimo in più del colosso tedesco. Evidentemente, la realtà per qualcuno ora sembra diversa. Da notare che in Giappone, il paese leader delle tigri asiatiche, quel paese che è riuscito a rialzarsi in tutti i sensi dopo una guerra a dir poco disastrosa, quel paese che stampa moneta per combattere le insidie della globalizzazione economica e finanziaria, mossa che tutti rilevano “sbagliata”, detiene il 20% del debito pubblico di tutto il mondo, e nello stesso momento il 6.5% del Pil. Come la mettiamo?

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debt


PIL AGGREGATO

La giungla di dati alla quale siamo abituati qui si riduce al massimo (volontariamente). Niente di nuovo dunque su questo fronte. Stati Uniti, Cina e Giappone dominano rispettivamente con 22.3%, 12.6% e come detto prima 6.5%. In Europa le cose restano tutto sommato come le conosciamo, bene o male. Siamo il quarto paese nel nostro continente che detiene più Pil mondiale, esattamente il 2.8%. Prima di noi: Regno Unito 3.6%, Francia 3.7%, Germania 5%.

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gdp

 

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Autore: riccardo_msc93

Class 93, stronger supporter of rationality. Federalist, political animals. Student by choice, Bac in Technique of informatics business administration, graduated in Political science, now postgraduate student in International Relations at University of Turin. Writing, reading and interested in politics, economics and society. Ph for passion. Looking for new large issues, trying to surprise me. Again.

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