Genesi

A volte mi si chiede cosa sia questa beneamata politica. A cosa serva, perchè necessita di così tanta dedizione e di questi paroloni spesso inutili. Sembra che, come la finanza, sia fatto solo per creare confusione a chi non ne capisce niente. Non affascina, non affeziona. La maggior parte dei problemi legati alla “politica” (con questo termine si intende tutto e niente, lo dico già) riguarda il rapporto tra cittadini e istituzioni. O meglio, tra governanti e governati, così si capisce meglio il concetto. Il cittadino medio è succube della politica, non si interessa più di tanto (perchè dovrebbe farlo?) e tanto meno riesce anche solo a immaginare quale tortuoso percorso ci sia dalle sue richieste al processo di canalizzazione attraverso corpi intermedi e gruppi d’interesse fino ad arrivare a portare queste “issues” nei palazzi, più che del potere, del policy-making. Già qua, presumo qualcuno si sia perso. Insomma il primo e fondamentale problema della politica è che sembra non dare risposta a ciò che i cittadini chiedono. Ora, per forza di cose, i fatti stanno così: o sbaglia chi fa le domande, o chi le riceve. Ci stiamo ponendo la domanda sbagliata, anzi, la domanda successiva. Perchè ciò che deve essere chiaro prima di parlare di “politica” è capire che questa si fa attraverso, verso, ma soprattutto nella società. Se vogliamo veramente cominciare ad analizzare, con un processo che abbia un minimo di senso logico, i problemi della politica dobbiamo renderci conto che dobbiamo analizzare noi stessi, i nostri comportamenti, le nostre abitudini, la nostra culutra, la nostra storia. E’ da qui che si parte, piaccia o no. Anche perchè poi, i punti focali sono più o meno sempre gli stessi. La rappresentanza, i rapporti tra livelli di potere, il sistema governativo. E’ che a prenderla troppo larga, la politica vuol dire tutto e niente. Farla fare a chi non ha competenza è il peggior male. Qui viene un passaggio che, personalmente, mi affascina molto. Chi è che fa politica? Chi viene scelto di farla. Come viene scelto ? Da chi? Ecco, da chi. Rappresentanza, rapporti di potere, ingegneria costituzionale non sono niente a confronto col problema della partecipazione politica. Una democrazia (che ricordiamo garantisce, mi verrebbe da usare il condizionale guardandomi attorno, uguali diritti a tutti) gode di buona salute se ha dei cittadini che se ne prendono cura, partecipano all’attività politica, si interessano della cosa pubblica, fanno valere i propri diritti. Questo, ovviamente, presume che nella democrazia vi sia quel concetto primordiale che si chiama “rule of law”, rispetto delle leggi. Le cose cominciano a farsi un po’ più complesse dunque. Perchè la politica funzioni quindi c’è bisogno di un architettura istituzionale che garantisca equilibrio dei poteri, di una società che interagisca con questa, e che tutto ciò avvenga nel rispetto delle regole. Una di queste cose, però, non la si può scegliere. E’ frutto di anni e anni di avvenimenti, di passaggi, cesure, di guerre, di trattati. La società che conosciamo oggi ha attraversato, e continuerà a farlo ci auguriamo, un processo storico che l’ha plasmata, che l’ha cambiata ma che prima di tutto che l’ha creata ! E non esiste nessuna società uguale all’altra. Ognuna è speciale e ognuna richiede un modo diverso di organizzarsi. Arriviamo quindi ad un punto fondamentale, banale, ma a quanto pare sottovalutato. Non, e ripeto, non esiste una società perfetta, un sistema governativo perfetto, delle leggi perfette, un leader perfetto; tutte queste sono pratiche della politica che sono nate, si sono sviluppate, sono cambiate, hanno e sono state plasmate dalla società stessa nella quale agiscono. La politica non è una scienza certa, dove due più due fa sempre quattro. E’ una scienza, appunto, sociale. Il quadro si è allargato. Abbiamo aggiunto concetti, punti fondamentali e possiamo ora cominciare a interrogarci sul perchè alcune cose funzionino in un modo piuttosto che in un altro. Fermi tutti, tutto questo se non vogliamo mettere in discussione cosa voglia dire essere cittadini, cos’è il potere, cosa sono i diritti e dove finisce la libertà personale. Cos’è una società, da chi è composta, chi ha diritto di starne dentro e chi fuori. Volendo, potremmo tornare al punto di partenza. Rimettere sempre tutto in discussione. Questo è quello che amo della politica. Se ci sentiamo abbastanza sicuri di tutto ciò, basta anche pensare di esserlo, possiamo procedere a rilento ed entrare nel magico mondo della politica, la mutazione di quel che Aristotele definì “Animale politico” è solo all’inizio…

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Autore: riccardo_msc93

Class 93, stronger supporter of rationality. Federalist, political animals. Student by choice, Bac in Technique of informatics business administration, graduated in Political science, now postgraduate student in International Relations at University of Turin. Writing, reading and interested in politics, economics and society. Ph for passion. Looking for new large issues, trying to surprise me. Again.

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