La sceneggiata: “L’Italia degli #zerovirgola”

Agenzia delle entrate e Istat. Oggi non si parla d’altro. Come a ogni inizio mese l’Istat pubblica dati su occupazione e indicatori economici come per esempio il nostro tanto amato Pil (su cui uno di questi giorni scriverò qualcosa perché trovo indegno pesare gli stati in base ad un indicatore che NON rappresenta il benessere economico del paese). Critiche a parte, marzo comincia con una carrellata di dati e numeri. C’è chi dice che i numeri rappresentano la verità assoluta, chi dice che sono la manipolazione per eccellenza della realtà. Io resto dell’idea che di qualunque cosa si tratti, va interpretata. Cerchiamo di farlo qua.
Direi di partire dall’economia reale, quella che tocchiamo ogni giorno con le nostre mani. Quindi col lavoro. “Nel primo mese dell’anno la stima degli occupati cresce dello 0.3% rispetto dicembre2015” così dice la prima fase del documento pubblicato oggi dall’Istat sui dati provvisori degli occupati e disoccupati. Per intenderci si tratta circa di 70mila persone in più. In generale il tasso di disoccupazione è stabile all’11.5% da agosto. Questo vuol dire che su base annua i disoccupati in Italia sono calati del 5.4%, 169mila “unità” che poi sono persone. Il tasso di occupazione (bisognerà scriverci qualcosa anche qua, semmai questo è un dato importante, sulla componente dei “disoccupati” ci sarebbe molto da dire) rimane sostanzialmente stabile al 56,8%. Sempre su base annua, si tratta di un aumento dell’1.3%, 299mila persone in più. Sostanzialmente si tratta di dati, per lo meno su questo dovremmo essere tutti d’accordo, positivi. Diciamo che restando all’interno dei nostri confini, tra l’altro sembra che ora stiano tornando di moda, si tratta di risultati che non si vedevano da livelli quasi pre-crisi. Un segnale, debole, ma di intangibile controtendenza, a dimostrazione che qualcosa, ripeto, lentamente, sta cominciando a cambiare. In positivo ovviamente. Il problema è che, come quasi tutto in questo paese, le apparenze ingannano. Se proviamo ad addentrarci tra i dati fornitici dal nostro Istituto di statistica veniamo a conoscenza di numeri, per dirla alla “politically-correct” non molto incoraggianti. Il tasso di occupazione della componente maschile del nostro paese si attesta al 66.1%, quello femminile al 47.5%. Un abisso. Se gli inattivi 15-64anni tra gli uomini sono circa 5000 (migliaia), le donne sono quasi il doppio 9000. A marcare questo dato, il tasso di disoccupazione:quello maschile al 10.9%, quello femminile al 12.4%. Le cose non vanno meglio neanche se proviamo con le classi d’età. Il tasso di disoccupazione tra i 15-24anni è del 39.3%. In forte diminuzione, va detto (e neanche, stranamente, il peggiore d’Europa). Mentre, in questo caso “pesa” di più in quanto questa classe è semplicemente più numerosa, il tasso di disoccupazione tra i 50e64anni è del 6.9%. Da questi dati si desume, nuovamente, la difficoltà dei giovani a entrare, e a restarci, nel mondo del lavoro. Ancora peggio va alle nostre ragazze che faticano molto più dei loro coetanei a trovare un occupazione stabile.
Piccolo appunto, questi dati vanno, ripeto, interpretati. Bisogna sapere cosa vuol dire disoccupazione, occupazione, inattivi; come vengono calcolati; quanto pesano le classi d’età; perché sono raggruppati in quel modo. Sono dati, lo dice il titolo stesso del documento, provvisori. E se lo dice l’Istat…

Passiamo all’altro interessato di oggi. Dopo la stangata iniziale lo scorso mese, dove le previsioni ottimistiche di una crescita del Pil nel 2015 di 0.9%-1% Istat, e non solo, aveva rivisto a ribasso le previsioni, fermandosi ad un timido 0.7%. Oggi, non si fa altro che confermare quelle previsioni. Solo che di un 0.1% meglio. Va detto che comunque in dato oggi previsto, è in tendenza col “Def” il documento di economia e finanza della scorsa primavera. E, più o meno, in linea con le previsioni di Ocse, Commissione e Banca Mondiale. Vengono confermati anche dati come il rapporto deficit/Pil al 2.6%, il più basso dal 2007 (e anche in questo caso, non fateci l’abitudine però) non il peggiore nell’eurozona. Tant’è che basta poco per portarci coi piedi per terra. Il rapporto debito/Pil aumenta ancora, nel 2015 è di 132,6%. Ci sono comunque dati interni che fanno ben sperare: le esportazioni del nostro paese sono aumentate del 4.3%, le importazioni del 6%; e ancora, a livello settoriale, il valore aggiunto dell’agricoltura è stato del 3.8%, quello dell’industria dell’1.3%. Tutti dati in aumento rispetto agli altri anni. Ad un certo punto poi, un dato fa cambiare argomento della giornata. L’Istat certifica che il rapporto tra il saldo primario e il Pil è positivo dell 1.5% e che la pressione fiscale (sempre in rapporto al Pil ovviamente) è calata al 43.3% (l’anno scorso era al 43.6%). Poco, ma è calata. Il vero risultato positivo di oggi quindi è questo, perché oggi anche l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato un documento nel quale dice che con la lotta all’evasione fiscale nel 2015 sono stati recuperati 14.9 miliardi di euro. Un dato storico, mai raggiunto prima. Non giungiamo a risultati affrettati ma che esista una correlazione tra diminuzione della pressione fiscale e recupero delle somme da tassare, è inutile negarlo. Che sia tutto legato a questo, lo lasciamo dire al Ministro dell’economia e al nostro presidente del Consiglio (tant’è che il viceministro, ha comunque sottolineato che 90miliardi di evasione fiscale restano numeri da imbarazzo). Alla fine della giornata, sembra che questi documenti abbiano fatto il loro lavoro. Si parla di disoccupazione in calo (non è vero, è stabile, non in calo), di rientro dei capitali (stiamo parlando di meno di 1/3 del totale evaso), e di un Pil visto a rialzo (dello 0.1%).

Qualcuno potrebbe anche dire che si sta parlando di briciole. Anche se con lentezza, incertezza e mille difficoltà la nostra economia sta cominciando a riprendersi. La nostra. Quella degli altri paesi europei corre, anzi può anche permettersi, usando il linguaggio calcistico, di amministrare il vantaggio che ha assunto nei nostri confronti, lasciandoci così comunque all’ultimo posto. Sembra che siamo destinati alla malattia del “non-festeggiare”. I nostri dati sono positivi, tutti in tendenza stanno migliorando e le previsioni che ci vedono interessati sembrano tutte coincidere con un miglioramento effettivo della saluta della nostra economia. Ma se sporgiamo il naso fuori dal nostro paese capitoliamo in fondo alla classifica. Forse, dato che si parla tanto di chiudere le frontiere dovremmo anche chiudere ogni canale d’informazione con l’estero. Così saremmo liberi di poter festeggiare per uno “zero virgola” in più. La realtà è che tutto questo ci rende ancora più fragili, più di quanto non lo siano già questi numeri. La realtà è che i nostri indicatori economici migliorano ma con così tanta lentezza che non ce ne accorgiamo, anzi ci sentiamo pure in colpa se li commentiamo positivamente, o forse, ora che i dati cominciano ad essere positivi, ci sentiamo in difficoltà e decidiamo di lamentarcene lo stesso, dimenticandoci ( in questo siamo campioni del mondo) di come stavano le cose giusto quattro anni fa. E anche a volersi convincere, per osmosi di informazione, o con qualche altro metodo che preferite; io preferisco sedermi dalla parte degli spettatori, magari in prima fila, e godermi lo spettacolo: “l’Italia degli zero virgola.”

 

 

http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2016-03-01/lotta-all-evasione-e-rimborsi-2015-anno-record-l-agenzia-entrate-113026.shtml?uuid=ACQsy2eC

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2016-03-01/lotta-all-evasione-2015-incassati-15-mld-padoan-e-orlandi-anno-record-il-fisco-121440.shtml?uuid=ACRId5eC

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2016-03-01/l-istat-rivede-rialzo-pil-2015-08percento-primo-aumento-tre-anni-calo-rapporto-deficit-pil-26percento-piu-basso-2007-110114.shtml?uuid=ACZgf2eC

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2016-03-01/istat-disoccupazione-ferma-gennaio-115percento-cresce-tempo-indeterminato-99mila-unita-dicembre-426mila-2015-095804.shtml?uuid=ACfNhyeC

http://www.istat.it/it/archivio/181311

http://www.istat.it/it/archivio/181292

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Autore: riccardo_msc93

Class 93, stronger supporter of rationality. Federalist, political animals. Student by choice, Bac in Technique of informatics business administration, graduated in Political science, now postgraduate student in International Relations at University of Turin. Writing, reading and interested in politics, economics and society. Ph for passion. Looking for new large issues, trying to surprise me. Again.

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