Perchè Unioni civili?

Partiamo dal fatto che non è una novità che in Italia si parli di unioni civili e di quali diritti godano coppie dello stesso sesso. Ne abbiamo viste parecchie di proposte di legge, a volte neanche prese in considerazione, a volte accantonate, a volte respinte. Ora, che siamo riusciti a raggiungere anche in questo punto il gradino più basso d’Europa (siamo l’unico paese che non ha un testo normativo) sembra esserci definitivamente volontà politica, unico vero motore per cui una cosa si fa o no, per affrontare seriamente questo tema.

Prima di tutto, come abbiamo detto, in tutti i paesi d’europa è legale che due coppie dello stesso sesso possano sposarsi, anche se in realtà il testo prevede diritti…simili al matrimonio non proprio gli stessi ( fedeltà, assistenza morale e materiale, coabitazione, contribuzione ai bisogni comuni, potere e dovere di concordare l’indirizzo della vita familiare etc etc). Non si vedono ne cali demografici implicabili a tali, ne crisi d’identità delle famiglie o dei singoli, nessun effetto negativo dunque; solo più libertà. Si sta parlando degli stessi diritti civili che si chiedono per i migranti al momento dell’accoglienza, o delle persone in stato di povertà, del diritto e non del privilegio di farsi una famiglia. Ormai la storia dovrebbe insegnarci che la coercizione non diminuisce il fatto, semmai la regolamentazione ne prevede i limiti e garantisce un ordine. Il fatto è che la società avanza, e noi come sempre siamo fermi. Viviamo in un paese vecchio, e mai come ora ce ne rendiamo conto (immaginatevi la discussione in Senato, uomini di 70anni discutere di come sarano le famiglie composte da due papà o da due mamme). La nuova frattura sociale non è più quella fra stato e chiesa, o tra centro e periferia; ma tra nuovo e vecchio. Siamo così attaccati al nostro passato al “si è sempre fatto così” che abbiamo così paura di non sapere veramemente chi siamo che rifiutiamo ogni input di novità, tutto quello che è diverso dall’adesso. La realtà è che l’unica linea da seguire è una: avanti, diritto, proseguire verso il futuro, il cambiamento; e ancora una volta, se guardassimo indietro anche solo per un istante ci renderemmo subito conto che fermare i processi sociali determina una sola cosa: stallo.

Stepchild adoption:
Parliamo subito del  punto caldo del testo, quello che fa discutere tutti, anche chi (teoricamente) dovrebbe essere d’accordo. Si tratta della possibilità che tutte le coppie sposate hanno: adottare il figlio del coniuge. Non c’è niente di strano o non-morale in questo, la famiglia stessa per essere considerata tale è composta da un figlio. Ci si chiede cosa potrà mai accadere a questi bambini che cresceranno con due mamme o due papà. Bisognerebbe anche chiedersi come crescono i bambini che la mamma o il papà non ce li hanno, dovrebbe essergli imposta per legge perchè “è naturale che un bambino cresca con una mamma e un papà”? Dovremmo chiederci come crescono quei bambini che vengono picchiati dal genitore, o che devono subire (è una parola forte lo so) un divorzio, o ancora peggio (ve lo posso assicurare) sentirsi un peso, l’unico legame forzato, che c’è ancora tra i due. Non abbiamo cifre a rigaurdo, o meglio ne abbiamo ovviamente solo da una parte in quanto le serie storiche riguardanti le “nuove” famiglie sono appena state costituite. Di nuovo, tutelare attraverso la normativa una categoria è un conto, vietarla un altro.

Non sappiamo come cresceranno questi bambini, come sarà una famiglia composta da genitori dello stesso sesso. Non possiamo saperlo finchè non lo vedremo. Vi dirò, secondo me ci si stà preoccupando troppo. Come al solito si sta facendo della questione un semplice vettore per confrontarsi politicamente su ben altri diverbi e ben altre tensioni. Credo sia comunque giusto sottolineare che nell’agenda presentata dal Pd nel 2013 i diritti civili erano un caposaldo. Ascoltare Senatori e Deputati (i cosiddetti “bersaniani” tra l’altro) appellarsi al proprio credo personale non da proprio una gran bella immagine. Al di là di ogni credo politico e religioso, non scordiamoci la pressante presenza del Vaticano, non esiste una “best practice” per l’educazione del proprio figlio. I principi che vigono in ogni famiglia sono rappresentati da quello in cui i loro genitori credono, e di come i figli gli apprenderanno. Ricordandoci che non viviamo da soli ma in una comunità, che non con meno regole attenzione, ma che con più libertà, avrebbe solo aspetti positivi. A me piuttosto quello che preoccupa è che si facciano delle “nuove” famiglie i bersagli della società, come accade ad ogni componente minoritaria, vittime di un nuovo sfogo contro l’accettazione della realtà: che loro sono come noi. Mi preoccupa la nuova divisione sociale che potrebbe colpirli, le forme di repressione e bullismo, l’aumentare della disuguaglianza che si ripercuoterebbe non solo sul lato sociale, ma bensì su quello economico. Come tutti sappiamo, o dovremmo sapere, la prima vera misura della povertà è il capitale sociale di un singolo.

Un ultima osservazione la faccio a sfondo politico: ho già parlato del dietro front scandaloso di alcuni parlamentari eletti con un’agenda che ora a quanto pare gli fa comodo non rispettare, dopo tutto, anche chi viene eletto come vedete non sempre fa ciò che dice. Non commento neanchè le opposizioni di chi difende la famiglia tradizionale…quella famiglia che gli piace così tanto che nel frattempo ne ha fatte due o più. L’osservazione verte sul fatto che questo governo con la sua pratica un pò da imposizione, e poco da dialogo che tanto si identifica con “sinistra” (quella a cui siamo abituati, magari potrebbe essere che fin ora si sia sbagliato, non credete?) alla fine diventa l’unico metodo di governare un’istituzione (il parlamento com’è ora) che intasato già dalla complicata dialettica tra le camere rischia di arrivare al punto in cui per l’ennesima volta si rimandi tutto. La realtà è che la fermezza in una scelta può essere vista come imposizione, o dall’altra come sicurezza sul proprio operato e sui priopri uomini. Come sempre, punti di vista. C’è da dire che se passerà, sarà (di nuovo) merito del “metodo Renzi”.

Quindi, perchè unioni civili?

Perchè no?

Qui trovate il testo del disegno di legge:

http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00940551.pdf

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Autore: riccardo_msc93

Class 93, stronger supporter of rationality. Federalist, political animals. Student by choice, Bac in Technique of informatics business administration, graduated in Political science, now postgraduate student in International Relations at University of Turin. Writing, reading and interested in politics, economics and society. Ph for passion. Looking for new large issues, trying to surprise me. Again.

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