2016: l’anno dei valori

 

“Se il 2015 è stato l’anno delle riforme, il 2016 sarà l’anno dei valori.” Matteo Renzi

Una delle frasi pronunciate da Matteo Renzi alla conferenza di fine anno di qualche giorno fa. Dopo le manovre più sostanziose promesse dall’esecutivo il Governo ,almeno sembra, cambia tabella di marcia e al ritorno dei lavori, 11 gennaio in parlamento e 15 gennaio Cdm le priorità sul tavolo saranno “gli arretrati” del 2015: Unioni civili, a aprile l’ultimo sì prima del referendum per il ddl Boschi, ius soli, il pacchetto di decreti attuativi della riforma della Pa, legge su capolarato e lavoro nero; ed ancora giustizia, sanità, terzo settore. Di lavoro ce n’è tanto insomma. Ovviamente ipotizzando che la legge di stabilità sia approvata dalla Commissione in primavera, che i dati dell’economia e del lavoro continuino il loro trend positivo. Ah, dimenticavo poi gli appuntamenti elettorali a Maggio in città non del tutto indifferenti come Milano, Torino, Roma, Napoli, Salerno, Bologna, Trieste, Cagliari, Crotone e tante altre. Checchè ne dica lui, il 2016 sarà un anno fondamentale per il Governo e per il Pd.

Nel mentre di una crisi economica e finanziaria, in un anno in cui si è votato il Governo ( di nuovo) e un referendum, la Grecia approva a Dicembre anche la legge sulle unioni civili, così da lasciare l’Italia l’unico paese in europa a non avere una copertura normativa sull’argomento. Giravano voci, più per tranquillizzare l’ala più a sinistra del Pd, che si riuscisse a calendarizzarle nei lavori parlamentari dell’anno passato. nuovo-800x540A quanto pare non ci sono riusciti. Ora si reclama vendetta e dopo il testo del ddl Boschi, arriverà in aula anche il testo sulle famigerate unioni civili e ius soli. Cambiamenti importanti, ideali che la sinistra italiana ha sostenuto e su cui si è battuta (perdendo) molte volte nella storia. Adesso però tutto sembra andare nel verso giusto, quale modo migliore di cominciare l’anno approvando finalmente un provvedimento che mette d’accordo tutta l’ala sinistra della Camera? Beh, il problema è che non tutti sono d’accordo. La maggioranza c’è, ma il testo non è completo, le opposizioni sono sul piede di battaglia e sembra che una vittoria facile si stia tramutando in qualcos’altro di cui il Governo non ha molto bisogno. Personalmente, reputo scandaloso e una restrizione de diritti umani non aver ancora previsto questa norma, non di sinistra ma di civiltà. Per quanto riguarda lo ius soli la letteratura è lunga, gli esempi tanti. Io non capisco perchè un bambino che nasce in Italia non debba essere Italiano.

Altro punto è quello sul capolarato e lavoro nero. Dopo (finalmente) l’approvazione del reato di omicidio stradale, e il decreto sugli ecoreati (dopo un paio di multe da parte della Commissione per il non adeguamento) sarebbe il caso di giungere anche a questo, qualcuno potrebbe dire banale, provvedimento. Tra l’altro il tempo gioca a favore; Lavoro-in-agricolturaExpo ha aperto grandi tavoli di discussione sulla nostra qualità dei prodotti, si è messo in primo piano importanti discussioni rimaste nell’ombra da troppo tempo. In più i dati favorevoli dell’export e il famigerato TTIP hanno alzato l’asticella dell’interessamento all’argomento. E ancora, fresco fresco, l’accordo raggiunto a Parigi sulla salvaguardia dell’ambiente. Insomma un buon lavoro da parte del Governo e un interessamento globale sulla questione hanno creato i giusti incentivi a continuare su questo passo. Speriamo sia così.

Veniamo al tasto dolente: elezioni amministrative e referendum sulla riforma del Senato. Sicuro il primo, ipotetico (anche se poco probabile la bocciatura in seconda lettura alla Camera) il secondo. Il 2016 sarà un anno fondamentale, siamo a metà legislatura del Governo Renzi, tre anni che il Pd governa e vince in ogni campo. Il Partito Democratico oggi governa 15 regioni, ha una maggioranza parlamentare fortemente superiore di quella richiesta (gruppo parlamentare, non considero la “maggioranza”), nel 2014 è stato il partito più votato in 28 paesi dell’europa. 1227506-elezioniNel 2015 il trend è un pò calato, almeno così sembra (perdonate il mio scetticismo per i sondaggi ma vanno presi con le pinze). Fiducia e intenzioni di voto hanno lasciato da molto tempo la soglia del 40% arrivando rispettivamente a circa 29% la prima e 32% la seconda. E, cosa da non sottovalutare, questo esecutivo si posiziona tra i più longevi della nostra storia esattamente al nono posto ,dato abbastanza fine a se stesso dato che il più longevo è stato quello di Berlusconi durato 3 anni e 10 mesi. (Se volete approfondire: http://www.governo.it/i-governi-dal-1943-ad-oggi/i-governi-nelle-legislature/192). Insomma, le cose sembrano andare bene fin ora. Le sfide che quest’anno riserva per il Pd non sono facili e potrebbero determinarne una sconfitta non indifferente. Gli ultimi dati, provenienti da Spagna e Francia, non sembrano molto ottimistici; la spaccatura all’interno del Pd di alcuni fuoriusciti (che ha già fatto perdere una regione) potrebbe procurare un auto-sgambetto molto doloroso. Sul piano delle amministrative le partite più difficili sono Roma, Milano e Napoli. Il clima anti-politica che si è creato nella capitale favorisce il M5S e all’interno del Pd romano ci sono segni di disaffezione da dopo la vittoria di Marino alle primarie. A Milano si apre di nuovo lo scontro renziani-gufi, dopo il “No” definitivo di Pisapia a ricandidarsi, il nome che si sente di più è quello dell’ex commissario unico di Expo2015 Giuseppe Sala, che col Pd non si è ancora capito molto cosa centri. A Napoli, beh non è una novità che de Magistris sia in contrasto acceso col modo di governare del presidente del Consiglio, anche se le sue faccende con la gisutizia potrebbero compromettere la sua integrità.

renzi-boschiL’altra partita si gioca sul referendum sulla riforma del Senato, previsto dalla nostra carta Costituzionale per l’avanzamento dell’iter legislativo. Tutto sommato siamo a buon punto. L’11 gennaio ricominceranno i lavori con questa unica priorità, e in primavera circa il testo passerà all’approvazione in seconda lettura alla Camera. La non-eliminazione del Senato è il punto debole del testo (viene in mente la non-eliminazione delle Provincie, noi in Italia siam fatti così) e quello su cui la maggioranza subirà più attacchi. I numeri per ora ci sono, staremo a vedere. Inutile ribadire, tra l’altro lo ha già fatto lui, che questa riforma è la colonna portante del suo esecutivo. La stampa estera poi sostiene questa riforma in maniera piuttosto convinta, assieme al Jobsact e la riforma della Pa viene considerato un passo essenziale per la crescita e lo sviluppo del paese.

Insomma, di certo c’è che in quest’ anno non ci annoieremo.

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Autore: riccardo_msc93

Class 93, stronger supporter of rationality. Federalist, political animals. Student by choice, Bac in Technique of informatics business administration, graduated in Political science, now postgraduate student in International Relations at University of Turin. Writing, reading and interested in politics, economics and society. Ph for passion. Looking for new large issues, trying to surprise me. Again.

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